Home 9 In evidenza 9 Il Metaverso tra entusiamo e nausea.

Il Metaverso tra entusiasmo e nausea.

universo virtuale

Immagina di teletrasportarti in una sala riunioni di Londra e, dopo il lavoro, acquistare un abito nella replica digitale del tuo negozio preferito. Ti serve in serata, per andare ad un concerto con gli amici.

Il metaverso è quella cosa che ti permetterebbe di farlo senza uscire dalla tua casa di Milano.

Cos’è (o cosa vorrebbe essere).

E’ un mondo tridimensionale online, nel quale le persone/avatar possono muoversi, socializzare, parlare con la propria voce, fare acquisti, lavorare. In una parola, vivere. Immaginiamolo come un mix tecnologicamente ultra avanzato di un videogioco e di un social network, nel quale l’esperienza sia totalmente immersiva in uno spazio-tempo continuo. Un mondo talmente simile all’unico che conosciamo da poterlo quasi sostituire.

L’idea non è nuova.

E’ quanto accade nel romanzo fantascientifico Snow Crash, che ha che dato il conio alla parola nel 1992.

In un’America postatomica, dominata da grandi corporation che lottizzano il territorio e si sostituiscono ai governi collassati, le persone cercano di evadere nel metaverso, spazio urbano digitale libero nel quale interagiscono tramite avatar. (Libero ma non egalitario, perché la risoluzione grafica degli avatar definisce il loro status sociale!).

L’eroe è l’hacker Hiro, professione “deliverator” di pizze, che

 ..appartiene a un gruppo d’élite, a una sottocategoria onorata. L’uniforme è nera come carbone attivo e assorbe persino la luce dall’aria. Una pallottola rimbalzerebbe sulla sua corazza di aracnofibra come uno scricciolo contro la porta di un patio, ma le zaffate di sudore la trapassano come brezza in una foresta appena napalmizzata.

 [Investire nei Megatrend]

Da allora il metaverso si è riproposto in varie salse, tutte ben lontane dalla visione che, più recentemente, ci ha proposto Zuckerberg:

  • 2003. Nasce Second Life, il primo mondo virtuale online dotato di una valuta e di un’economia interne.
  • 2013. Google sviluppa i suoi Glass, occhiali a comando vocale per navigare a mani libere.
  • 2015. IKEA lancia Place APP, che piazza i suoi mobili direttamente nell’avatar di casa tua.

Come si sta nel metaverso

Anche se nessuno ancora lo sa, c’è chi ha grandi aspettative:

.. gli individui avvertiranno un senso di prossimità e potranno partecipare a eventi o attività in contemporanea.

[The Economist, Luglio 22]

 .. Una Rete all’interno della quale puoi entrare anziché limitarti a guardarla […]. Anziché vedere i contenuti, potrai essere al loro interno.

[Mark Zuckerberg, Settembre 21]

E chi meno

La gente difficilmente si aggancerà un visore alla faccia per frequentare versioni da cartone animato di colleghi e amici. La sensazione di “essere davvero lì” non basterà a compensare la nausea – reale – della realtà virtuale. E si continuerà con Zoom. 

[ Washington Post, Ottobre 22]

A che punto siamo e dove vogliamo andare.

Il metaverso è un ambiente ad alto tasso di tecnologia, attualmente costoso e per molti inaccessibile. Non esiste una standardizzazione, né un’unica piattaforma, e siamo lontani anche da un’interoperabilità tra piattaforme, il che rende difficoltoso, per l’utente, spostarsi dall’una all’altra.

Più metaversi è anche un paradosso concettuale, e infatti la visione condivisa prevede che se ne realizzi uno solo, unico e decentralizzato, invece che molti centralizzati.

La differenza è rilevante: nella versione decentralizzata, gli oggetti digitali acquistati in criptovaluta, ad esempio opere d’arte, resterebbero di proprietà dell’acquirente in modo indelebile, perché la transazione sarebbe registrata e tracciata sulla blockchain e sul wallet (portafoglio digitale) dell’utente. Inoltre, potremmo spostarci da una piattaforma all’altra, a seconda dell’esperienza desiderata, con lo stesso avatar, potendo conservare e spendere ovunque i nostri beni digitali.

In questo senso, il metaverso che verrà è stato anche definito

 un’ampia rete formata da differenti mondi in 3D in grado di supportare una continuità di identità, di oggetti, di storia, di pagamenti, i quali possono essere fruiti contemporaneamente da un numero illimitato di utenti.

[Inside Marketing]

Dal punto di vista tecnologico, servono connessioni ultraveloci, blockchain per gestire le transazioni e, a seconda della piattaforma, requisiti o device specifici. Meta di FB, ad esempio richiede il visore VR Quest 2 di Oculus, mentre Decentraland esige il possesso di un wallet basato sulla criptovaluta Mana.

Esperimenti, esperienze, opportunità

A vario titolo, qualcuno si è già lanciato:

  • Nikeland è il mondo virtuale dove i visitatori possono vestire i propri avatar con i prodotti Nike nello showroom digitale: una sintesi dell’esperienza di acquisto in negozio, che richiede lo spostamento fisico, e l’e-commerce, che non ti consente di provare i capi.
  •  Una coppia indiana ha celebrato il matrimonio nel metaverso, potendosi permettere ben 2000 invitati/avatar, tra i quali il defunto padre della sposa.
  • Il calciatore Marco Verratti ha comprato un’isola virtuale tra le 25 messe in vendita sul metaverso The Sandbox.

[Agenda Digitale]

C’è già chi vede enormi opportunità per investimenti e campagne di marketing e chi, più realisticamente, si accontenterebbe di risparmiare grazie ad un ufficio completamente virtuale. Un entusiasmo frenato da qualche grillo parlante

 L’intero settore è ancora ai primi passi, pertanto è bene tenere a mente che investire nell’acquisto di terreno nel metaverso significa prendere parte a un’attività altamente speculativa.

[Forbes]

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