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Il metodo Kanban

Dai giardini imperiali al software. 

Nei giardini imperiali di Tokyo, per evitare il sovraffollamento, si consegnava ai visitatori in ingresso un cartellino che veniva restituito all’uscita. L’esaurimento dei cartellini era il segnale che interrompeva momentaneamente l’afflusso.

Nei supermercati, gli ordini di riassortimento partivano solo al raggiungimento di una soglia critica di giacenza, cioè quando i clienti avevano acquistato quasi tutti gli articoli disponibili.

Da queste osservazioni empiriche l’ingegnere della Toyota Taiichi Ohno, negli anni ’50, elaborò una nuova metodica produttiva che estese il significato di Kanban (segnale, cartellino), rendendola parola conosciuta in tutto il mondo del management e della logistica.

 

Just in time e quality by design.

ll metodo kanban serve sostanzialmente ad evitare le due facce dell’inefficienza produttiva, la sovrapproduzione e gli stock out, creando un flusso regolare e collegato tra le forniture in ingresso e il prodotto in uscita.

E’ già molto. In più, esistono anche altri vantaggi “collaterali”: la riduzione e standardizzazione dei tempi di consegna, che diventano ampiamente prevedibili, e l’abbattimento dei costi di magazzino.

Il cartellino dei giardini non è stato solo fonte di ispirazione per Ohno, perché, prima dell’avvento dei software, versioni colorate di esso e apposite lavagne venivano usati nelle fabbriche per richiedere le materie prime.

Ohno corredò il suo protocollo di un ulteriore pilastro, l’jidoka, traducibile come autonomazione – contrazione di autonomia e automazione – ovvero il fattore umano a supervisione della macchina. Secondo questo principio, che attiene alla qualità progettuale oltre che all’efficienza, l’operatore deve essere sempre in grado di reagire immediatamente al sopraggiungere di una qualsiasi difettosità del prodotto o del processo. Anche fermando la produzione, se necessario.

”fermare la produzione in modo che essa non debba più fermarsi” significa progettare ogni stazione della catena di assemblaggio in modo da poter sospendere l’attività e prevenire l’aggravarsi del problema.

Lato umano, implica un elevato grado di responsabilizzazione e autonomia conferito all’operatore, la cui sorveglianza inciderà positivamente sulla qualità della produzione.

 

Il Kanban secondo Easydata

Il nostro software gestionale Gemaut permette ai clienti di gestire il magazzino fisico delle aziende utilizzatrici finali, cioè i loro clienti, in modo da mantenere costante il livello delle giacenze, scongiurando fermi produttivi.

L’approvvigionamento diventa quindi un flusso automatico determinato dal consumo, in una logica “pull”.

La stessa soluzione è disponibile tramite piattaforma online con dominio dedicato e sincronizzazione tramite chiamata web.

 

Vantaggi?

  • elevare il livello di servizio attraverso una soluzione digitalizzata
  • automatizzare la gestione dell’inventario fisico presso il cliente, che di fatto non sarà più necessario
  • ridurre il margine di errore legato alla gestione umana del magazzino

Se servi l’Industria e devi gestire forniture complesse, il modulo per il kanban è uno dei tanti motivi per scegliere Gemaut.

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