Home 9 In evidenza 9 Piccola guida all’IA per marketer navigati.

Piccola guida all’IA per marketer navigati.

universo virtuale

Come trarre il meglio da Chat GPT & Co per i nostri contenuti e, in generale, per la strategia di marketing è l’argomento di una chiacchierata tra esperti dell’American Marketing Association, a cui liberamente ci ispiriamo oggi.

Partiamo dal messaggio, molto chiaro:

L’IA non sostituirà i marketers, ma quelli che sapranno usarla sostituiranno gli altri.

Usala per essere più produttivo.

Se sei davanti al classico foglio di carta bianco, senza lo straccio di un’idea, l’IA può fare miracoli, a patto che tu segua un processo logico e adotti alcuni accorgimenti.

Crea il contesto.

Nessuno si sognerebbe di fare domande ad un nuovo consulente non appena varca la soglia dell’ufficio.

Quindi, inizia con i convenevoli: fornisci informazioni sull’azienda, il settore, la missione, gli obiettivi e i motivi per i quali i clienti la scelgono. Solo dopo entra nel vivo.

Scrivi prompt creativi.

La Gap Analysis, terreno scivoloso per gli esseri umani, è invece l’ambito nel quale l’IA è perfettamente a suo agio.

Se la domanda Quali argomenti interessano agli operatori del settore X può generare testi banali, noi chiederemo

Quali argomenti interessano e non sono mai stati trattati.

Quale video non ancora pubblicato dovrei realizzare.

In sostanza, l’originalità del contenuto è influenzata da quella del prompt. Se questo è generico, sai già cosa succederà.

Vai a fondo

Quando non hai le idee chiare sull’argomento, fai brainstorming come se fossi con un collega. In caso contrario, chiedi un’intelaiatura di base dell’articolo, correggi e approfondisci, scava a fondo nei suoi circuiti e noterai che la qualità dell’output migliorerà progressivamente.

Se questo comporta inviare molti prompt, sappi che non è una perdita di tempo: la tua Intelligenza Naturale e la sua Artificiale creeranno sinergia e, in definitiva, il miglior risultato possibile.

Risparmia tempo

Dopo aver “scaldato il motore”, sei pronto per chiedere una bozza del contenuto, che sia un post, un articolo per il blog o lo script per il tuo nuovo video, ma non dimenticare le parole chiave SEO. Su richiesta, la chat è in grado di indentificarle e includerle.

Personalizza le impostazioni della chat

La funzione customize della chat equivale ad un “conosciamoci meglio”:

Cosa devo sapere di te per darti risposte migliori?

Puoi anche indicare il tono di voce desiderato, quanto formale deve essere il linguaggio e persino permetterle o meno di avere un’opinione.

E’ il posto giusto per i divieti, ovvero quanto non vuoi mai far comparire nelle risposte. Suggerisco di bandire stereotipi, o titoli triti e ritriti come Sblocca il potenziale della tua catena di fornitura, ottimizza la tua produttività con le nostre soluzioni, eccetera.

(L’IA li trova spesso sul web e pensa che vadano bene).

Usala per analizzare le perfomance.

Il lavoro di analisi delle metriche di e-mail marketing o social è tedioso, ma alla chat piace e le riesce bene.

Puoi darle in pasto i dati sulla performance della pagina aziendale di LinkedIn, o di qualsiasi altro social, e ottenere analisi già pronte in forma testuale. Le domande sono le le più disparate:

Quali argomenti hanno ottenuto più interesse/sono controversi/sono stati ignorati.

In seguito alla pubblicazione di quale video ho ottenuto più iscrizioni.

In quali giorni della settimana e orari dovrei attivare campagne di e-mail marketing.

Su quali contenuti dovrei investire.

Inoltre, quando si è nella fase di scelta dell’argomento, ti dovrebbe interessare cosa fanno i tuoi migliori concorrenti:

Dammi 10 esempi di video sull’argomento X che hanno ottenuto più di 1000 visualizzazioni.

Non sopravvalutarla

Non lasciarti ingannare dal suo linguaggio conversazionale.

Lì dietro non c’è un grande saggio omnisciente, ma un tool, ed è così che andrebbe interiorizzato: un assistente personale come lo sono i PC o lo smartphone. Quindi..

Valida i testi

L’IA utilizza una combinazione di testi – articoli scientifici, libri o fonti pubbliche sul web – e questo include anche i loro errori, omissioni o obsolescenze. Ogni informazione va analizzata criticamente e controllata confrontando altre fonti.

Non copiare

Il comandamento non copiare e incollare esiste per ottimi motivi: oltre a essere penalizzati sui motori di ricerca –  come tutti i contenuti copiati – i testi generati dall’IA sono stilisticamente neutri, privi di opinioni, emozioni o sfumature. Possono anche essere ripetitivi e superficiali, e non è difficile riconoscerne la paternità.

Aggiungi sempre quanto basta per far trasparire la tua umanità.

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